I misteri della strana morte di Stefano Cucchi

Scritto da  Tam Tam Master

 Ad uccidere Stefano Cucchi fu la “sindrome di inanizione”

, ovvero un progressivo indebolimento dell’organismo dovuta alla mancanza di cibo e di liquido. E quindi, la morte del geometra romano trentunenne sarebbe da imputare al personale medico dell’ospedale Pertini, dove Cucchi spirò il 22 ottobre del 2009. Così dice il rapporto dei periti della III Corte d’Assise di Roma, inserendo nuovo tassello nelle indagini su uno dei fatti più oscuri della storia recente italiana.

Nelle 190 pagine della perizia, si legge che Cucchi avrebbe avuto bisogno “di un trasferimento urgente in terapia intensiva” e che “i sanitari della Medicina protetta del Pertini ebbero una condotta colposa, a titolo sia di imperizia, sia di negligenza, quando non di mancata osservanza di disposizioni comportamentali codificate”. In sostanza,  i medici non si sarebbero “mai resi conto di essere (e fin dall’inizio) di fronte a un caso di malnutrizione importante [...] e, non trattando il paziente in maniera adeguata, ne hanno determinato il decesso”. Ma le lesioni rinvenute sul corpo di Stefano Cucchi non si possono tralasciare ma, secondo i periti, “il quadro traumatico osservato si accorda sia con un’aggressione, sia con una caduta accidentale, né vi sono elementi che facciano propendere per l’una piuttosto che per l’altra dinamica lesiva”. Insomma, non si può escludere né l’ipotesi del pestaggio nella cella ad opera degli agenti del carcere di Regina Coeli, né quella della caduta accidentale.

 In seguito alla morte di Cucchi, numerosi testimoni riferirono che il giovane aveva rivelato di essere stato picchiato dagli agenti della polizia penitenziaria. Silvana Cappuccio, a sua volta detenuta nel carcere di Regina Coeli, dichiarò di essere stata testimone oculare del pestaggio. Dalle indagini uscirono tre nomi: Nicola Minichini, Corrado Santantonio e Antonio Dominici, ritenuti esecutori materiali del pestaggio oltre a sei medici e tre infermieri accusati di non aver prestato adeguata assistenza medica al giovane che presentava lesioni gravi. Il personale sanitario si è difeso sostenendo che era il giovane stesso a rifiutare le cure.

 La perizia, che non coincide con la precedente consulenza dei pm, è stata depositata a una settimana dalla nuova udienza del processo che vede al banco degli imputati dodici persone tra agenti della polizia penitenziaria e personale medico, tutti accusati della morte di Stefano Cucchi.

 

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